Una vita disgraziata

Disgrazia ad evaporare il cuore, pistola alla tempia di un suicidio assistito dal mondo, non voli più.

Occhi spenti sulla gente, collezioni respiri anonimi.

Nella stanza sotto un cielo in affitto, schermi sempre lì a schernire, dita stanche e quattro sogni di una vita che muore già.

E scrivi, scrivi ancora, ma non capisci perché…

Ultima stella di una fila indiana sfilacciata, mordi nel dolore le labbra: leggi, leggi ancora, ma non comprendi perché…

Schiacciata a noce scricchiola l’anima tua, mentre tu, ossa rotte a cigolare, non sorridi più.

In cucina tua madre pigia forte l’acceleratore sulla strada dove l’orizzonte si tappezza d’irreale, nei pensieri soltanto una tastiera: altra disgrazia a due dita di parete da te.

E tuo padre, sguardo chiuso dalla rabbia per un calcio di rigore inesistente: assente.

ThisCrush ad evaporare il cuore, collezioni respiri anonimi…

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