Lo scrittore

Sono uno scrittore pazzo, un uomo d’altri tempi vissuto nell’età moderna.

Sopravvivacchio in un mondo già vecchio, vecchiotto, strampalatamente decrepito.

Sono uno scrittore folle, follemente innamorato di un amore che fu, fuorilegge all’interno di schemi ove la legge è un ovetto con la solita sorpresa per i benestanti.

Bene, stanti, stanchi tutti gli altri, quindi “malestanti di maggioranza”.

Molestati i sogni miei, i giorni miei e pure i gioielli miei, di famiglia…

Sono uno scrittore nato, tatuato sulla fronte a ricordare agli altri quanti chili di cervello servano per cambiare il mondo.

Porco mondo!, servano o servono, sempre servo di piuma e calamaio rimango.

Sono uno scrittore il cui nome è scarabocchiato sui fogli della storia: sconosciuto ai più, dimenticato forse a priori, ma presente nel futuro che mentre scrivo è già qui.

Sono uno scrittore abbandonato, mai abbottonato, sempre abbottato di pensieri e parole.

Uno scrittore la cui mira mira al miracolo, miracolosamente vivo nell’animo, nell’anonimato.

Racconto racconti spedendo il mio cuore oltre l’immaginario collettivo, spendendo quel poco che ho oltre la collettività che spende e spande chiacchiere al vento come fossero parole sensate.

Dense, invece, di troppo qualunquismo.

Sono uno scrittore silente, silenzioso, anche dolente del suo stesso dolore. Perso, disperso.

Sognatore ad occhi aperti quando sono chiusi, rinchiusi nel sonno, schiusi dal sogno.

Sono uno scrittore zozzo, rozzo, come tozzo di pane mai abbozzo, duro nel tempo, dico ciò che penso e ciò che narro è sempre duro da digerire.

Sono uno scrittore anarchico, democratico con chi lo è e fondamentalisticamente integralista quando giunge il momento di far scoppiare e scappare l’ignoranza.

Scrivo lettere al Signore chiedendogli d’inoltrarle a Dio, pure se – ad oggi – non ho ricevuto alcuna risposta.

No, lo giuro, nemmeno una ricevuta dal cielo…

Sono Lo scrittore con la Èlle maiuscola e la esse più piccolina, almeno così non litigano fra loro.

Parlo attraverso la scrittura e scrivo con parole mai pronunciate prima, primavere finalmente giunte in me.

Raggiunte da me.

A mani giunte, guardando lassù, unico luogo che io riconosca come più grande del big bang.

Sono uno scrittore ossessionato dalla luce, lucertola luccicante, flipper mai spento.

Amo l’amore, lo scrivo sui muri d’ogni mia stagione e schiaffeggio la coscienza ogni volta che sviene.

Sono uno scrittore dimenticato nel dimenticatoio di qualche cantina, ubriaco perso ma in perfetto equilibrio all’interno della mia vita.

Folle, follemente disadattato dentro un meccanismo perfetto quale è il mondo oggi.

Uno scrittore insano, un mondo sano…bah!

No, non scrivo barzellette.

conoscenza1

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