Normale anormalità

C’è un lenzuolo grigio
su nel cielo
che avvolge oggi Roma, un sudario
a dare schiaffi
di cupezza
ai nostri modi quotidiani.

Va fin laggiù,
dove iniziano gli Appennini,
disponendo a paro anche le montagne;
un grigio molto grigio
carico di lacrime
che stentano a scendere.

Arrivano pessime notizie,
di una tale routine
che oramai
ce le ingoiamo ingordi
senza mai sputare lo schifo: ci dovrebbero scaraventare a terra,
farci impallidire,
rabbrividire…

Invece no, inesistenti reazioni.

L’abitudine ci sta abituando
al grigio
della normalità nell’anormalità.

Tutto qui? Già…

Si disintegrano i sogni d’ogni bimbo,
mentre enormi sacche di egoismo
caricano l’anima 
disumanizzata da ex esseri umani.

E mettono la testa sotto la sabbia
struzzi omertosi
capaci di criticare sottovoce
ma incapaci di denunciare,
perché il comodo non si può ripudiare.

C’è un lenzuolo grigio
su nel cielo
che avvolge oggi Roma, un telo silenzioso
di una tristezza sbalorditiva
ad avvisare
le nostre coscienze
che il “bello” deve ancora venire.

E spaventa anche le nuvole: il grigio non è mai un miracolo. Anzi…

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