Non so stare ad aspettare, né sostare senza te

Entro, come a volte fa il silenzio, dentro l’attimo più intenso, epicentro sempre immenso.
Chiedo all’eco dei tuoi fianchi che la voce si spalanchi, mentre i graffi dati a branchi accarezzano le menti.
Non so stare ad aspettare, né sostare senza te.
Ogni volta te lo dico e lo dico solo a te, poi scateno un fuorionda che nell’attimo tormenta il respiro che non c’é.
Prendo tutto, lascio il niente, prendo il niente e ridò tutto, una giostra pigliatutto che mai sosta senza te.
Accarezzo ogni puzzle che conosco come un pazzo, non sai stare senza me, non so stare senza te, non sostiamo dentro i se. Entri, come spesso tu sai fare, nella mente non fai male.
Ridi e piangi e poi si sale, piangi e ridi e ancora vale il tuo amare non banale. Danzo, in quell’attimo ti penso, apparecchio il doppio senso, uragano forte e denso di un istante sempre immenso.
Non so stare ad aspettare, né sostare senza te…
mano-uomo

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