Perso per te

È buio lo stanzino dei pensieri: ricordi a bruciapelo nella camera da letto.

Perso per te, attimo e nostalgia racchiusi nell’eterno.

L’odore non va via, la smania viene e va, qualche lampione distrae le stelle.

Distratto anch’io – luna sottile e bella come sai essere soltanto tu -, rileggo ogni parola venuta giù dal cielo.

Sto bene, sto male, sto perso dietro questa folle follia che non conosce orizzonti, né macchine del tempo.

Sì, è vero, sposto sempre le lancette dell’orologio al passato. Ma non baro, sai, è che mi piace averti accanto anche quando non ci sei.

Uffa…disperso senza salvagente non è un gran bel nuotare. E perso nell’oceano poco pacifico della notte fa un po’ paura.

Ti penso, ti ripenso, ti ri-ripenso e penso noi pensierosi stasera: sguardi all’ingiù, cuori all’insù.

Chissà cosa borbotterà quest’anima quando sognando incontrerà la tua: “Perché mi lasci solo?”…poi una carezza, e tutto passerà.

Credo che son perso, un secondo fa lo raccontavo ai cassetti di te lasciati aperti in me: vita all’aria aperta.

E perso mi addormento sul cuscino, il tuo…

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