Apnea d’amore

Lei ruppe il silenzio senza dire una parola, bastava guardare i suoi occhi per sentirla parlare…

Si potevano leggere frasi del tipo “mi sento piccola vicino a te” o “sei la mia vita, vita mia”…

Lei era fatta così: infrangeva i silenzi senza fiatare.

Si raggomitolava accanto a me e lasciava alla mia immaginazione il compito di decifrare quel meraviglioso mutismo…

Era piccola piccola, minuscola fra le mie braccia con due occhi grandi almeno quanto il cielo.

Guardava me, mi accarezzava con il respiro e la sentivo così vicina al cuore che la sua vicinanza – quella fisica, della pelle – era così lontana da farmi venire i brividi.

Era mia, lo sentivo e lo sapevo, la sua anima m’apparteneva ed ogni singola emozione la moltiplicavo per mille, diecimila, un miliardo…

Parlava lo sguardo, chilometri quadrati di lettere a formare prati e fiori in meravigliose sillabe, mentre il silenzio aveva zittito anche i nostri battiti.

Apnea d’amore…

Sussurravano quei due occhi, penetravano i miei allo stesso modo in cui io viaggiavo in lei.

Non disse nulla, eppure milioni d’enciclopedie avevano attraversato la mia mente, pensieri oltre i pensieri più tradizionali in un tourbillon caotico di mare agitato ma calmo.

Lei era così, un fiume in piena dai cento colori all’interno di una fotografia in bianco e nero.

Apnea d’amore…

Lei-ruppe-il-silenzio

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