Verrà a prendermi la primavera

Ho preso a calci il tempo, come fa il vento quando i giornali hanno ormai scritto il passato.

Gocce di nostalgia scivolano lungo i ricordi: un istante e si è lì, quattro gesti alla fine.

E a nulla serve l’orologio da taschino se trascino incertezze circa l’aldilà.

Lenti i passi, lente d’ingrandimento il cuore, lentamente s’appisolerà la vita.

Chissà se nel coraggio troverò riparo, magari sarò sguardo cieco impaurito dall’ultimo scrocchio dell’abat-jour.

Il giorno arriverà, qui o là, arriverà.

Verrà a prendermi la primavera, ramo trapunto a mano dai fiori.

E man mano che me ne andrò, sarà perdersi nell’anima: ginepraio indecifrabile e leggero.

“Poesia adagiata sulle nuvole, il nome lasciato al vento…”.

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