La fiaba che non racconteremo

“Ci sono bambini di là dal ponte, ginocchia sbucciate da raggi di sole, che sguardi su sguardi inseguono sogni: calzoncini corti, briciole di vita a tramontare pensieri per far nascere amore”.

Un giorno racconteremo loro di un tempo passato – futuro chissà quando e chissà dove – in cui tradimmo quaderni e matite, sorrisi e carezze.

Il treno che arranca si perderà lontano, viavai di soldatini senza biglie né cuori a schioccare schicchere fiacche: tran-tran quotidiani carichi d’indifferenza.

Ce lo rinfacceranno, musi lunghi e sbiaditi, che azzardare sul loro futuro toccava non farlo.

La fiaba che non scriveremo sarebbe servita a non renderli servi, ginocchia raschiate in fondo al barile e quattro centesimi per un tozzo di pane da dividere in tanti.

Un giorno racconteremo alle nostre coscienze di un tempo passato – futuro chissà dove e chissà quando – in cui l’altro, più fragile o piccolo, cercava una mano per attraversare la strada.

E di questo presente rinfacceranno tutto…

 

 

 

 

 

 

 

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