1X2

Non c’erano fabbricati lungo la strada che potessero far presagire qualcosa di buio, brutto o losco.

Le uniche casette dove si potevano trovare penna e sgabello erano quelle dell’insegna del Totocalcio: due colonne scarabocchiate a caso, la Figlia in saccoccia e un cesto zeppo di sogni da scortare a casa.


Di notte, poi, la luna accompagnava le stelle, i viali di un rosso mattone stanco dipingevano persiane e sguardi assonnati, mentre un vecchio comodino bacucco custodiva Figlia e Speranza in un tourbillon di danze verticali, incrociate e a doppia curva: geometrie dell’1X2 a casaccio.


Il martedì mattina ogni Figlia italiana veniva promessa in sposa a Tutto il calcio minuto per minuto ma – a parte qualche Cenerentola più fortunata -, la domenica pomeriggio, una volta serviti caffè e pasticcini, restava sola.


Intanto nella spazzatura, nascosti sotto il lavello di cucina, l’aritmetica e il caso organizzavano un’altra festa “a fra 7 giorni”…


Figlia aveva una mamma che si chiamava Schedina, pagavano la pigione – 800 lire appena – ogni tre del mese, non c’erano mostri che mettessero paura lungo l’ogni cammino e la luna chiacchierava con il mondo senza alcuna vergogna.

 

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