Non so, lo so…

Saranno forse quei fragori lenti e stanchi
di trattori brace e more
O magari il grembo di una stalla a figliare un altro cuore
Fili di spiga gialli come dei pulcini su castagne sbriciolate,

non so…

Sarà un batuffolo di seta lì a scrutare, impigliato su nel mare
Quattro nasi, punte forti e brulle, a strusciare contro il sole
Pioggia di luce sopra il tetto di una quercia, ombra madre e vecchio padre,

non so…

Arare è mescolare terra e grazia, e amare senza un grazie non si può

Solcare è consacrare semi e vite, e odiare un’altra vita non si può,

lo so…

Saranno voci di ventagli, foglie affrante, dentro un fuoco senza gocce
O chissà la luna persa al buio nei crateri delle rocce
Lame di ferro, alici e chiodi lungo un muro a scheggiare l’oltremare,

non so…

Sarà l’argento di vapore lì a svegliare, dissipato giù nel fiume
Cinque galli, creste lunghe e bulle, a scocciare nel barlume
Chicchi di vetri, damigiane chiatte e brille, dai pensieri cenerume,

non so…

Arare è mescolare semi e vite, e amare senza un grazie non si può

Solcare è consacrare terra e grazia, e odiare un’altra vita non si può,

lo so…

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